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The functioning principle of the traditional systems is based on a strong cohesion between society, culture and the economy.
Their efficacy depends on the interaction between several factors which should be carefully considered : aesthetic and ethical values complete the interaction between environmental, productive, technological and social aspects.

 

 

 

 

TECNICHE DI CONSERVAZIONE E STOCCAGGIO DEGLI ALIMENTI

INDIA

Stoccaggio del riso

Le pratiche di stoccaggio del riso, grano e semi in genere, vengono immagazzinati subito dopo la trebbiatura, la pulizia e l’essiccazione al sole per almeno due giorni.

Il seme per il raccolto dell’anno successivo, viene immagazzinato separatamente in piccoli dispositivi localmente chiamati dakwali, kwanda, sajoli e tomri.

Sono fatti di una piccola varietà di bamboo chiamato ringal.

Questi dispositivi vengono prodotti localmente da alcune persone particolarmente qualificate e sono usati da moltissimo tempo.

Oggi la gente usa cassette di legno e di ferro o barili di latta data la mancanza di questi oggetti ma, la maggior parte delle persone che vivono sulle colline stanno ancora usando questi dispositivi d’immagazzinamento tradizionali.

Essiccazione al sole

Il grano da utilizzare per il cibo viene conservato separatamente in grandi contenitori per evitare la miscelazione.

Prima di riporli, i grani sono distribuiti su teli per l’essiccazione al sole.

Dopo una corretta essiccazione delle colture viene immagazzinato.

Il raccolto dell’anno precedente è tenuto separato in contenitori o kwanda che vengono riparati da eventuali danni provocati da roditori o altri animali.

I grandi utensili sono riparati e lucidati all’interno della casa, date le loro dimensioni che impediscono di trasportarli fuori.

Dopo aver versato i chicci all’interno del vaso, il coperchio viene sigillato con lo sterco di vacca e terra rossa per evitare polvere e umidità.

Il grano immagazzinato attraverso questo metodo rimane fresco anno dopo anno, se protetto dall’umidità e dai roditori.

 

Rastrellamento

Fase lavorativa del riso

 

ARCHITETTURA PER LA GESTIONE DELL’ENERGIA E DELLE RISORSE

In alcuni centri storici d’importanza rilevante e con caratteristiche urbane particolari, si sviluppano sistemi di habitat tradizionali.

Attraverso le conoscenze tradizionali, si crea un nuovo modello di gestione ambientale per la lotta contro la desertificazione e il degrado dei suoli ; un modello basato sull’autopoiesi, l’omeostasi e lo sviluppo autosostenibile degli ecosistemi urbani.

In zone prive di acque libere superficiali, è stato necessario risolvere il problema del reperimento di risorse idriche sufficienti per tutte le stagioni al fine di soddisfare massicce aree urbane e agricole.

Le aguade Maya nello Yucatan, sono un esempio di depressioni naturali in cui l’acqua, raccolta dalle dighe e dalle cisterne, scorreva dalle pendici e irrigava grandi aree agricole e riforniva l’abitato.

Anche le architetture monumentali come le piramidi Maya, sono state utilizzate come raccoglitori di acqua piovana.

Utilizzando l’architettura per gestire le risorse naturali e l’energia, le comunità e le città possono sfruttare al massimo il loro potenziale attraverso metodi sostenibili senza esaurire le risorse.

RACCOLTA DI ACQUA DALLE COPERTURE

La terrazza abitata è il metodo migliore per la raccolta di acqua piovana.

Questa pratica fu diffusa dal mondo bizantino e dalle società islamiche.

Nello Yemen, le case costruite con terra cruda, consentono l’acquisizione di acqua grazie all’impermeabilità della calce.

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Cisterna

Ogni moschea funziona come un raccoglitore d’acqua che viene catturata dalle terrazze e incanalata nei cortili.

Nei Sassi di Matera in Basilicata, i tetti delle abitazioni non sporgono dalla muratura ma, rimangono all’interno delle terrazze in modo da permettere la canalizzazione delle acque piovane tramite i condotti verticali fino alla cisterna scavata nel cortile.

Questa pratica è associata con la creazione di giardini pensili sospesi o collocati sopra le terrazze che contribuiscono a mantenere condizioni termiche ottimali nelle abitazioni.

Particolare di terrazze abitate in Algeria

Particolare di terrazze abitate in Algeria

 

Kairouan (Tunisia)

Kairouan (Tunisia)

 

Giardini pensili a Matera

Resti di giardino pensile a Matera

ARCHITETTURA PER RAFFREDDAMENTO PASSIVO

Analizzando il bioclima di un luogo, è possibile trarre il massimo vantaggio dalle sue condizioni naturali.

Tra le tecniche di architettura passiva, viene utilizzato il raffreddamento per evaporazione o essiccazione.

Con questi principi è possibile costruire una casa ecologica dotata di collettori ad acqua sul tetto e con giardini pensili.

La zona giorno, posizionata al piano inferiore sotto il giardino, viene raffreddata naturalmente dalla vegetazione.

La terrazza-giardino è costituita da un tetto sporgente di vegetazione che offre isolamento termico sia in inverno che in estate.

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Giardini pensili nel Sasso Caveoso (Matera)

Le doti omeostatiche delle piante, regolano automaticamente la protezione che offrono in base alle condizioni climatiche.

Viene, così, ridotta l’energia necessaria per il riscaldamento e per l’aria condizionata che può essere evitata.

In estate il tetto vegetato non supera i 25°, inoltre, le piante migliorano la qualità dell’aria producendo ossigeno e trattengono le particelle di polvere.

Alcune strutture come i muri a secco, ancora in uso nell’Europa del nord, in Scozia, in Irlanda e nelle Isole Orcadi, catturano l’umidità e aiutano a rifornire il terreno d’acqua.

Le pareti e le pietre impediscono all’acqua contenuta nel suolo di congelare, funzionando da termoregolatori, e forniscono alle piante un approvvigionamento d’acqua adeguato.

Nella casa a patio araba, di giorno l’aria fresca si stratifica in basso e raffresca le camere al piano terreno.

Nel patio la differenza di temperatura tra le zone in ombra e le zone soleggiate, crea il movimento d’aria che raffresca i piani superiori.

Di notte, il patio funziona come un camino ed espelle l’aria calda che sale.

Il tetto caldo libera calore verso il cielo freddo e raffresca la casa.

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Il mercato di New Baris nell’oasi di Kharga – Egitto (Progetto arch. Hassan Fathy)

 

Giochi di luci e ombre dell'architettura algerina

Giochi di luci e ombre dell’architettura algerina

 

DISEGNO URBANO PER IL CONTROLLO DEL MICROCLIMA

Alcuni agglomerati urbani come, ad esempio le città carovaniere nel deserto, sono cresciuti molto rispetto al primo modello di oasi.

A livello geomorfologico, emergono situazioni favorevoli che sono sfruttate per creare aree irrigue in sistemi geografici specifici.

Una capitale importante può controllare una particella di paesaggio.

Nel deserto del Sahara algerino, le città si sviluppano intorno alla moschea sopra l’altopiano, verso il fondovalle e sfruttano la topografia delle colline diventando parte integrante del paesaggio.

I mausolei ed i luoghi di culto, con le forme organiche e gli ingressi antropomorfi, sono dotati di terrazze e superfici necessarie per la captazione delle piccole quantità di umidità.

L’impianto urbanistico di Matera nell’Italia del sud, fatta di labirinti di stradine, scale e passaggi sotterranei, segue l’antica struttura idraulica ed è ancora possibile comprendere la matrice, dell’impianto urbano originale, degli spazi sotterranei.

Un esempio di uso del processo di conoscenze tradizionali e dell’utilizzo concentrato di risorse che risale alla preistoria.

La corretta gestione dell’acqua e delle altre risorse integrate nell’architettura della città, sono di vitale importanza per una comunità sostenibile.

La città di Ghardaja in Algeria si sviluppa intorno alla moschea.

La città di Ghardaja in Algeria si sviluppa intorno alla moschea.

 

L'impianto urbano di Matera (Basilicata)

L’impianto urbano di Matera (Basilicata)

 

 

 

(Pangea CRAT)(TKWB)