Le incisioni rupestri sono presenti, in tutto il mondo, da quando è comparso l’homo sapiens sulla terra fino ai giorni nostri. Gli aborigeni australiani, ancora oggi, dipingono figure animali e floreali con tecniche ancestrali tramandate dai loro antenati.

Le incisioni sono eseguite con varie tecniche, dai dipinti ai segni scavati nella roccia con strumenti appuntiti, alla picchiettatura con punta metallica o con la raschiatura tipica del graffito. Si trovano, poi, fori scavati detti coppelle dal significato ancora sconosciuto, ma probabilmente legate ai culti dell’acqua o altri composti liquidi per riti propiziatori.

Le incisioni sono di vario tipo e le rappresentazioni vanno da quelle magico-simboliche, dei riti religiosi, alle scene di caccia e cerimonie legate ai culti di fecondità.

Per tutta la grande estensione del Sahara le immagini graffite o dipinte decorano rocce e anfratti. Sono la dimostrazione che ogni massiccio montuoso è stato un luogo di vita e di attività artistica per un lungo tempo.

Luoghi ora completamente inabitabili come canyon e altopiani, sono stati le sede di intensa presenza umana. Queste grandi opere artistiche ancestrali  sono ancora oggetto di studi approfonditi da parte di molti esperti.

Ma, la mia attenzione vuole soffermarsi in particolare su una zona distante dal Sahara e quasi completamente sconosciuta nel mondo delle incisioni rupestri : la catena della Alpi Apuane in Toscana. I boschi di queste terre antiche sono solcati da sentiri e mulattiere percorse, nei secoli, dagli abitanti del luogo che hanno lasciato le tracce del loro passaggio incise sulla pietra.

Per anni, quasi nessuno ha notato questi segni ancestrali sparsi per tutto il territorio apuano. Eppure questi sentieri sono stati battuti da molti viandanti amanti della montagna e del contatto con la natura.

Solo da pochi anni le Alpi Apuane, chiamate Panie in passato, hanno destato l’interesse dei pochi appassionati che riconoscono l’importanza di questa moltitudine di disegni incisi sulla roccia.

Le figure maggiormente ricorrenti sono quelle dei pennati (roncole-falcetti). Ne sono stati scoperti più di quattrocento incisi e visibili, di varie grandezze e concentrati nel gruppo delle Panie.

Proprio per questo il sogno del ricercatore Stefano Pucci che da anni percorre le vie delle incisioni rupestri è che, un giorno, le Alpi Apuane siano riconosciute come luogo dove si è sviluppata la cultura millenaria delle lame PENNATE.

ALPI APUANE

Monte Forato - Alpi Apuane

Monte Forato – Alpi Apuane

Sito di Trogna (Alta Versilia )

Questo sito scoperto dal ricercatore Stefano Pucci nel 2009, è oggi uno dei più importanti delle Alpi Apuane.

Si contano quarantatrè tipologie di pennati incisi, falci, un cerchio puntato, croci, una vulva probabilmente simbolo di fecondità e diverse coppelle con canalette.

E’ un luogo sacro caratterizzato da un grande pianoro di roccia che guarda il gruppo del Monte Procinto.

All’alba dell’Epifania il 6 gennaio, il sole sorge e sembra quasi fermarsi nella fenditura creata dal Monte Nona e il Procinto.

Questo orologio solare naturale, annunciava ai pastori della zona l’inizio del nuovo anno e nel corso degli anni è diventato luogo di riti propiziatori e culti che celebravano il Natale ortodosso.

La testimonianza di queste antiche feste sacre sono proprio i numerosi segni scalfiti nella roccia arrivati fino a noi grazie alla protezione della vegetazione che ricopriva il sito.

Le coppelle presenti sul masso, riconosciute in tutto il mondo, sono ancora oggetto di studi.

La loro funzione non è del tutto chiara, ma nella zona delle Apuane questi fori sono collocati in punti particolari.

E’ possibile che venissero utilizzate, durante gli equinozi ed i solstizi, come contenitori di acqua per riti propiziatori legati all’astronomia.

Sito di Trogna

Sito di Trogna

Gruppo del Montel Procinto

Gruppo del Montel Procinto

Particolare della coppelle

Particolare della vaschetta

Pennati con croce all'interno

Pennato

Pennato

Pennato

Pennati incrociati (foto Stefano Pucci)

Pennati incrociati (foto Stefano Pucci)

Cerchio puntato

Cerchio puntato

Vulva

Vulva

Sito Stellare – Alpi Apuane (Toscana)

Sito Stellare

Sito Stellare

Coppeella con canaletta

Coppeella con canaletta

Carro stellare

Ipotetico carro stellare

Masso di Terrinca – Alta Versilia (Toscana)

Questo masso, non molto esteso, fu scoperto da Isa Pastorelli e Giorgio Citton. Ha una concentrazione di fattori stilistici facilmente identificabili.

Presenta croci antropomorfe tra cui croci puntate, coppelle, figure umane e altri segni.

Disegno del Masso di Terrinca

Disegno del Masso di Terrinca eseguito da Isa Pastorelli e Giorgio Citton

Masso di Terrinca

Masso di Terrinca

Particolare delle croci

Particolare delle croci

 

 

Nodo di Salomone (Valle di Brancoleria)

Il grande nodo di Salomone è un’incisione scoperta dal ricercatore Stefano Pucci pochi anni fa.

La sua caratteristica principale è la misura eccezionale di 60 centimetri per 60, la più grande d’Europa riferita a questo importante simbolo.

Questo disegno ha un profondo significato spirituale che simboleggia l’unione profonda dell’uomo con la sfera del divino.

L’intreccio in forma chiusa indica eternità e ciclicità.

Le parti ondulate alludono alle vibrazioni energetiche o alla forza creatrice simbolicamente associata all’acqua.

Nodo di Salomone (foto di Stefano Pucci)

Nodo di Salomone (foto di Stefano Pucci)

Stefano Pucci accanto all'incisione del nodo di Salomone

Stefano Pucci accanto all’incisione del nodo di Salomone

VALCAMONICA

Massi di Cemmo (Valcamonica – Lombardia)

E’ un luogo di culto risalente all’Età del Rame (III millennio a.C.) che mantenne la sua natura di area sacra anche nell’Età del Ferro e in epoca romana.

I due massi furono incisi dagli antichi uomini della Valle Camonica nel corso dell’Età del Rame con figure di animali, di armi e con scene della vita quotidiana.

Questo importante santuario megalitico, oltre ai celebri due massi collocati all’interno di un imponente recinto murario semicircolare, racchiudeva un gran numero di stele istoriate ora esposte in vari musei della zona.

Le figure incise comprendono animali come stambecchi, cerbiatte, canidi compresi i lupi, armi e figure umane stilizzate.

Vi sono, inoltre, un carro a quattro ruote piene ed un aratro privo di aratore.

Le figure sono trainate da coppie di buoi dotati di grandi corna arcuate.

Incisioni rupestri in Valcamonica

Incisioni rupestri in Valcamonica

Incisione di capanna in Valcamonica

Incisione di capanna in Valcamonica

SAHARA

Oued Djerat – Tassili (Algeria)

Le pitture ed i graffiti sono divise in due grandi categorie : pre-camelini e camelini, a seconda che in essi compaia o meno il dromedario.

Le pitture camelini sono le più recenti (500 e 400 a.C.) e spesso sono eseguite con stili rudimentali.

  1. A) Il periodo più antico è quello chiamato dei cacciatori-raccoglitori detto anche bubalico dal nome del bufalo spesso rappresentato.

Troviamo disegni di rinoceronti, ippopotami, coccodrilli, leoni, elefanti, giraffe, struzzi, bufali, grandi antilopi, l’orice, i mufloni e la gazzella.

  1. B) Il periodo successivo è detto dei pastori ed allevatori detto anche

In esso le grandi mandrie di bovini appaiono mentre la fauna spontanea appare diminuita e ridotta a poche specie.

C) Il terzo periodo è quello detto dei guerrieri chiamato anche cavallino.

Nelle pitture appaiono, con grande frequenza, gli uomini armati in groppa al cavallo oppure su carri da guerra a due o quattro ruote.

Bubalus

Bubalus

Bassorilievo di bubali nei pressi di Djanet

Bassorilievo di bubali nei pressi di Djanet

Pittura rupestre

Pittura rupestre

Pittura rupestre di uomini con cammelli

Pittura rupestre di uomini con cammelli

Domesticazione

Domesticazione

Raffigurazioni nell'Oued Djerat

Raffigurazioni nell’Oued Djerat

Raffigurazioni nell'Oued Djerat

Raffigurazioni nell’Oued Djerat

Raffigurazioni nell'Oued Djerat

Raffigurazioni nell’Oued Djerat

Cacciatori fase evolutiva ( Sud Sahara V – I millennio a.C.)

In Africa ai primi cacciatori seguirono coltivatori primitivi di frutti spontanei.

La fase dei cacciatori comprendente tutta la loro evoluzione durò, a sud del Sahara, dal 5000 al 1000 a.C..

Erano rappresentati elefanti insieme alle capre e alle giraffe.

Cacciatori evoluti

Cacciatori evoluti

Tassili degli Ajjer – Astronauta del Sahara

Rappresenta, probabilmente, un rituale funerario.

Il cadavere era avvolto con fasce di cotone legato con strisce di cuoio bovino rivestito di una tunica.

Poi veniva fatto scivolare in una stretta tomba e sepolto in posizione seduta con la testa coperta da una grande giara di terracotta.

Astronauta

Astronauta

Tin Tazarift – Tassili (Algeria)

Individui mascherati allineati e in assetto ieratico danzante.

Dal disegno sembra che tra il fungo, nella mano destra, e la zona centrale della testa (mente umana) passi un fluido immateriale.

Le linee tratteggiate sambrano rappresentare l’effetto che il fungo allucinogeno ha sulla mente.

Danza rituale (Samorini 1995)

Danza rituale (Samorini 1995)

Tassili (Algeria)

Enigmatica raffigurazione probabilmente riferita alla disposizione delle tende e dei buoi dei nomadi del deserto.

Raffigurazione dei Tassili di tende e buoi

Raffigurazione dei Tassili di tende e buoi

Acacus (Libia – Algeria) dipinti preistorici

Il Tadrart Acacus è una catena di montagne lunga 250 chilometri e profonda non più di 50.

Situata al confine tra Libia e Algeria presenta una certa continuità geomorfologica con il massiccio del Tassili ma, soprattutto, costituisce la regione dove, tra i 10.000 ed i 5000 anni fa, si sviluppò una grande civiltà forse, la maggiore di tutto il Sahara che espresse, attraverso l’arte, una stupefacente uniformità culturale.

I cicli artistici sono quattro : delle teste rotonde, del pastorale, del cavallo, del cammello.

Bue con grandi corna

Bue con grandi corna

Rinoceronte

Rinoceronte

Uomo a cammello

Uomo a cammello

Acacus Wadi Tilizzaghen

Dea Seduta o Dea della Fecondità

Figura femminile con le braccia raccolte e le gambe incrociate.

Le mani della Dea toccano l’organo sessuale evidenziato da un solco.

Il volto è confuso da numerose linee, nascosto da una maschera dalla quale partono due paia di corna da bue e da capra.

A fianco della divinità c’è una specie di totem, mentre alla base sono scolpiti piccoli animali : struzzi, antilopi e cani.

C’è una piccola figura inginocchiata all’altezza della testa della Dea che testimonia la sacralità dell’immagine.

Dea della Fecondità

Dea della Fecondità

Sahara libico

Raffigurazione di bestiame addomesticato (5000 – 8000 anni fa)

Lo studio dei residui organici conservati nei frammenti di vasi provenienti dallo scavo del villaggio neolitico di Takarkori in Libia (datati a partire dal 5200 a.C.) ha fornito una testimonianza dell’uso e trasformazione del latte vaccino presso la comunità di allevatori che abitarono le montagne del Tadrart Acacus nel sud della regione del Fezzan.

Pittura rupestre (Roberto Ceccacci)

Pittura rupestre (Roberto Ceccacci)

Ain Sefra (Marocco)

Incisione rupestre : rappresentazione magico-religiosa della caccia e della fecondità.

Caccia e fecondità

Caccia e fecondità

AUSTRALIA

Maschere (Australia)

Teste zoomorfe

Nelle culture primitive la funzione della maschera era quella di annullare la personalità dell’individuo.

Durante una cerimonia tribale, colui che le indossava spesso cadeva in trance credendo di reincarnarsi nella divinità rappresentata.

Diventava il tramite tra il mondo reale quotidiano e il mondo ultraterreno o sacrale, inavvicinabile se non attraverso mezzi magici.

Maschere (Vondjina)

Maschere (Vondjina)

PUGLIA

Porto Badisco – (Otranto – Puglia)

Grotta dei cervi

Le pitture di questa affascinante grotta risalgono al neolitico tra il 4000 e il 2000 a.C.

Sono presenti oltre duemila figure.

Questo luogo era un santuario dove, le tribù della regione, celebravano i riti della caccia.

Le iscrizioni sono in guano e ocra rossa dell’era neolitica.

Sono rappresentate figure di uomini che tendono l’arco, donne, bambini, animali come cervi, cani, oggetti (vasi, otri), figure geometriche, immagini simboliche e sacre riferite a pratiche cultuali.

Pitture di animali e figure umane ( Porto Badisco)

Pitture di animali e figure umane ( Porto Badisco)

Figure miste ( Porto Badisco)

Figure miste ( Porto Badisco)

Particolare di pittura ( Porto Badisco)

Particolare di pittura ( Porto Badisco)

Particolare di pittura (Porto Badisco)

Particolare di pittura (Porto Badisco)

YEMEN

Regione di Sa’da (Jebel Makhruq – Yemen)

L’arte rupestre preistorica dello Yemen è stata studiata in modo approfondito a partire dagli anni ottanta.

Ma, la conferma di una datazione certa è avvenuta solo nel 1994 quando, un equipe franco-yemenita ha ottenuto i risultati del Carbonio 14 su materiali risultati in rapporto stretto con i graffiti.

Le opere più antiche conosciute risalgono al Neolitico collocato nel VII millennio.

In questa regione si trovano rappresentazioni animali composte da bufali antichi e uri e lo confermano anche le ossa ritrovate nei focolari degli accampamenti dei cacciatori.

Dato che il bufalo sopravvive solo in zone molto umide e paludose conferma che lo Yemen, nell’Olocene, era una regione ricca d’acqua.

I piccoli massicci rocciosi dove si trova la maggior parte dell’arte rupestre contornavano, all’epoca, dei laghi.

Questi luoghi di sosta durante la caccia, si prestavano bene all’esecuzione di opere rupestri che, nella fase più evoluta, raggiunse una grande padronanza dell’incisione profonda e un’evoluzione tematica.

Sono rappresentate figure umane, molti stambecchi, l’asino e l’antilope.

Durante l’Età del Bronzo appaiono graffiti di animali isolati e guerrieri.

Stambecchi

Stambecchi

Figure di animali

Figure di animali

Figura umana e animali

Figura umana e animali